
Il Castello di San Martino della Vaneza si trova lungo le sponde del Bacchiglione e simboleggia perfettamente il legame profondo tra la vita umana e il fiume.
Questo Castello non è solo un luogo storico, ma anche un testimone di come le persone si siano adattate e abbiano interagito con l’ambiente circostante nel corso del tempo.
Intorno all’XI secolo si sviluppò una prima fortificazione ma fu nel 1324, quando i Carraresi ne divennero proprietari, che il Castello di San Martino acquisì importanza.
Fu questo il momento in cui il recinto in pietra di trachite venne consolidato e la torre innalzata fino a raggiungere i 27 metri di altezza.
L’arrivo dei Veneziani nel 1405, segna il punto di svolta del Castello, che da roccaforte militare venne trasformato in porto fluviale, sfruttando così i traffici commerciali (legname e trachite) già esistenti lungo la rotta fluviale.
All’interno del Castello e nelle sue vicinanze, nacquero piccoli borghi, osterie beccarie casolini e mulini che ravvivarono le attività commerciali del territorio circostante.
Nel 1489 la famiglia Vendramin, divenuta proprietaria del castello, lo mantenne fino a circa il 1800, quando l’ultimo erede della famiglia lo cedette ai Filippini di Padova.
Diversi proprietari si sono succeduti fino al 1979 quando la provincia di Padova, grazie ad un importante processo di valorizzazione e recupero, ha permesso, nel 1995, l’apertura del Museo Archeologico del fiume Bacchiglione.
Il Castello è circondato da un ampio Parco esterno dove è possibile passeggiare e scoprire la biodiversità che caratterizza il territorio fluviale.